Come dimagrire bevendo un bicchiere d’acqua

Come dimagrire bevendo un bicchiere d’acqua

Come dimagrire bevendo un bicchiere d’acqua

24 novembre 2016 0 commenti

Quando siamo a dieta trascuriamo spesso un gesto semplicissimo: bere acqua. Ricercatori dell’università del Michigan (Usa) hanno studiato le abitudini di 9.528 connazionali tra 18 e 64 anni, concludendo che le persone non abbastanza idratate avevano un maggiore indice di massa corporea (rapporto tra peso e quadrato dell’altezza, usato come indicatore del peso forma) e maggiori probabilità di diventare obesi rispetto a quelle bene idratate.

A conclusioni simili sono giunti anche ricercatori del Virginia Tech, che hanno ideato un test con un punteggio da zero a 100 per valutare l’idratazione personale. Se si arriva a 70, scende di circa il 36 per cento il rischio di obesità e sovrappeso e si riduce anche la probabilità di avere glicemia e colesterolo elevati, ipertensione e alti livelli di marcatori dell’infiammazione nel sangue.

Fame? Forse è sete

L’acqua è sempre una grande alleata delle diete dimagranti: «Un indizio che il corpo ha bisogno di acqua può venire dalla sensazione di fame», fa notare Debora Rasio, oncologa e ricercatrice nutrizionista all’Università La Sapienza di Roma. «Quando la percepiamo, beviamo prima un bel bicchiere di acqua e aspettiamo 10-15 minuti per capire se si trattava di fame o di semplice sete: è anche un buon trucco per evitare di cedere a spuntini troppo ricchi di grassi o zuccheri raffinati».

Anche la sensazione di stanchezza e la difficoltà a concentrarsi possono essere segni di disidratazione, che riduce l’attivazione cerebrale, lo stato di allerta e la memoria a breve termine. «I sintomi possono arrivare fino alla perdita della coscienza e allo stato semicomatoso: un evento tutt’altro che raro negli anziani, soprattutto durante i mesi estivi, perché il senso della sete con l’avanzare dell’età si riduce molto».

È un alimento

L’acqua è l’elemento principale della maggior parte delle cellule dell’organismo, protegge e lubrifica il cervello e le articolazioni, trasporta le sostanze nutritive, aiuta le cellule a eliminare le scorie e contribuisce a regolare la temperatura corporea, ridistribuendo il calore dai tessuti alla pelle e raffreddando l’organismo attraverso la traspirazione. Possiamo stare senza cibo anche per diverse settimane, ma senz’acqua non sopravviviamo più di due giorni.

Nessun altro nutriente è più essenziale o necessario in quantità così elevate. L’acqua è alla base della piramide alimentare della dieta mediterranea, il tipo di alimentazione ritenuta dai nutrizionisti di tutto il mondo la migliore per la nostra salute. «L’acqua è un alimento, tanto più ricco quanto maggiore è il contenuto dei suoi nutrienti, che sono i sali minerali», afferma Massimo Moretti, professore di Igiene generale e applicata all’Università degli Studi di Perugia. «Con le diete purtroppo semplificate di oggi e il consumo di pasti veloci fuori casa, che spesso prevedono quantità limitate di frutta e verdura, l’apporto di sali minerali al nostro organismo rischia di essere insufficiente ed è meglio bere un’acqua più ricca di sali, anche se si vuole perdere peso.

La diuresi che favorisce l’eliminazione dei ristagni di liquidi, molto utile nella prima fase del dimagrimento, è infatti stimolata da qualsiasi tipo di acqua e dall’attività fisica, che va sostenuta con un adeguato apporto di sali minerali. Inoltre, autorevoli studi dicono che bere sempre acque povere di calcio e di magnesio aumenta il rischio cardiovascolare. Infine, le acque ricche di sali non favoriscono, come spesso si crede, i calcoli renali, ma li prevengono: bere ai pasti acque ricche di calcio favorisce la formazione di ossalato di calcio nel tubo digerente, da cui viene poi eliminato con le feci e non accumulato nei reni».

Quanta dobbiamo berne

L’acqua che introduciamo nell’organismo va a compensare quella eliminata con le urine, la sudorazione, la respirazione e in parte anche con le feci. Ci riforniamo non solo bevendola, ma anche assumendola dagli alimenti. Pertanto, i due litri spesso raccomandati non sono una norma, ma un’indicazione di buon senso», dice Moretti. «In base alla quantità di frutta e verdura fresca consumata ogni giorno, gli alimenti più ricchi di acqua, dovremmo saperci regolare in modo da garantirci un apporto di circa due litri di liquidi. L’indicazione di bere due litri d’acqua al giorno è invece più pressante per gli anziani che, perdendo in parte lo stimolo della sete, spesso bevono poco».
Del rubinetto o in bottiglia?

«In Italia la comparazione di tipo propagandistico sull’acqua da bere disorienta il consumatore», osserva Moretti. «L’acqua del rubinetto è buona da bere, ma serve anche ad altri scopi (igiene personale e della casa, cucina). Arriva alle case dopo trattamenti di potabilizzazione e disinfezione con composti derivati del cloro perché potrebbe non essere pura all’origine, soprattutto se attinta da falde superficiali (laghi e fiumi).

L’acqua minerale è invece destinata solo all’alimentazione ed è imbottigliata come sgorga dalla sorgente perché per legge deve essere già potabile alla fonte. Paragonare quindi due tipi di acqua con destinazione d’uso e origini diverse è fuorviante. Non ci deve essere competizione. Esistono due possibilità di approvvigionarsi d’acqua, entrambe valide, ma differenti», conclude l’esperto.

Leggi la composizione

Le caratteristiche di ogni acqua in bottiglia sono riportate sull’etichetta, ma anche per quella che esce dal rubinetto di casa la legge obbliga a dichiarare la composizione: per conoscerla bisogna collegarsi al sito Internet dell’Arpa (Agenzia regionale di protezione ambientale) della propria regione e leggere i dati. Se scegliete acqua minerale in bottiglia di plastica (Pet), attenti a dove con servate i contenitori.

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