Come funziona il franchising in Italia

Come funziona il franchising in Italia

Come funziona il franchising in Italia

20 novembre 2016 0 commenti

Il franchising è un tipo di collaborazione, regolata da contratto, da due soggetti indipendenti, riguardo la produzione di beni o servizi, adatta a tutti coloro che vogliono investire e cercano di affacciarsi sul mercato economico, ma senza correre il rischio di perdite o fallimenti. Il franchising, infatti permette di fare riferimento ad una marchio già conosciuto ed indipendente che gli concederà di poter utilizzare il suo marchio o l’insegna, dandogli il diritto di poter commercializzare i suoi prodotti. Tutto ciò, in maniera più approfondita, è stabilito dal contratto che autorizzerà l’affiliato ad utilizzare alcuni strumenti dimarketing appartenenti all’azienda, pagando però una percentuale relativa al fatturato.

Il franchising in Italia

La legge che disciplina il franchising in Italia stabilisce che un affiliato può commercializzare i prodotti di un’azienda, sfruttandone il marchio e le insegne. È un investimento sicuro che fa riferimento ad un marchio già conosciuto e rinomato a livello mondiale sui mercati. L’affiliato si garantirà un’attività sicura e garantita ma si impegnerà a sua volta di rispettare gli standard e i modelli di gestione e di produzione del franchisor. Anche in Italia il franchising è molto comune soprattutto al Nord, eccezion fatta per il Lazio, dove sono concentrare il 56% dei franchising di tutto il Paese. Le Regioni con più concentrazione di franchising sono infatti: Lombardia, Lazio e Piemonte. Più dell’89% delle reti di franchising sono nazionali e con molti affiliati. È una soluzione ed un modello di investimento, che permette di poter investire in maniera sicura, senza dover rischiare perdite ingenti di denaro che potrebbero gravare sulla propria persona.

Quale legge regola il franchising in Italia?

La legge 6 maggio 2004 si occupa del franchising. Stabilisce tempi e termini del contratto tra due soggetti giuridici indipendenti; l’azienda più importante si impegna a concedere i diritti di proprietà industriale del proprio marchio, insieme a brevetti e insegne. La legge prevede anche che il franchisor prima di accettare degli affiliati abbia già avviato il franchising sul mercato italiano, perché l’investitore possa impegnarsi in un investimento che gli garantisce un ritorno economico. Il franchisor dovrà consegnare una copia del contratto e anche una documentazione informativa sull’azienda insieme ad una lista delle procedure avviate contro la stessa azienda nel corso degli ultimi tre anni. In assenza di questi documenti, il contratto può essere annullato. La legge stabilisce anche che per quanto riguarda il franchising, il contratto deve avere la durata di almeno 3 anni, tempo in cui l’investitore riuscirà a rientrare nelle spese.

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