Come rendere antisismiche le nostre case

Come rendere antisismiche le nostre case

Come rendere antisismiche le nostre case

14 dicembre 2016 0 commenti

Il terremoto, uno dei fenomeni naturali più terrificanti, è anche la manifestazione della vitalità della Terra e della sua dinamicità. Finché il nostro pianeta avrà vita, dunque, i suoi sussulti si ripeteranno inesorabilmente. «Non possiamo che imparare a convivere con questi eventi e a proteggerci, cercando di limitare i danni», spiega il geologo Marco Stoppato, curatore della mostra Temuti, aperta al Museo di storia naturale di Milano. «La consapevolezza del rischio deve quindi fungere da stimolo non solo per imparare quali siano i comportamenti da tenere, ma soprattutto per prendere efficaci contromisure».

In un territorio come quello italiano, così fragile dal punto di vista geologico, ma anche così ricco di edifici storici, borghi millenari e monumenti, le difficoltà nel difendere questo patrimonio appaiono insormontabili. Da tempo, però, esistono interventi di facile e rapida attuazione che i cittadini possono adottare per rendere almeno le proprie abitazioni più resistenti agli eventi sismici. Sul mercato sono disponibili prodotti testati per resistere a forti sollecitazioni meccaniche che chiunque può acquistare per proteggersi in prima persona da rischi geologici di varia natura.

Una mostra per capire

Cosa accade quando c’è un terremoto? Quali movimenti profondi della crosta terrestre provocano onde sismiche in grado di propagarsi fino in superficie? Quali strumenti di misurazione hanno a disposizione gli scienziati per monitorare terremoti e maremoti? La mostra Terremoti. Origine, storia e segreti dei movimenti della Terra allestita presso il Museo di Storia Naturale di Milano fino al 30 aprile 2017 ci aiuta a capire le dinamiche di questi eventi naturali. Grande rilievo è dato alla prevenzione sia in campo ingegneristico sia in ambito strumentale per proteggerci in caso di sismi.

Materiali innovativi

L’adeguamento antisismico degli edifici in cemento armato e in muratura può essere realizzato in molti casi senza radicali interventi ingegneristici sulle fondamenta, ma utilizzando rinforzi strutturali con materiali compositi di ultima generazione. Questi prodotti si sono rivelati molto efficaci in diverse situazioni, soprattutto negli interventi di grande urgenza o nel campo degli edifici storico-artistici ove la discrezione dell’azione risulta di grande importanza. L’azienda milanese Mapei, per esempio, ha messo a punto una gamma completa di materiali costituiti da fibre ad altissima resistenza meccanica e resine polimeriche appositamente formulate per il rinforzo e l’adeguamento statico e sismico di strutture in cemento armato, acciaio, muratura e legno. Le fibre utilizzate possono essere di vetro, di basalto, metalliche e di carbonio e sono economiche.

La tecnica più antica si usa ancora oggi

Ed Già nell’antichità si interponevano tra il terreno e le fondazioni dei templi degli strati di materiale idoneo a farli “scivolare” rispetto al terreno in caso di terremoto. E il caso del tempio di Nettuno a Paestum. Per costruirlo si usarono due tipi di travertino: uno più tenero per le colonie e uno più duro per le cornici. Ciò ha fatto sì che in caso di terremoto il colonnato facesse da ammortizzatore tra piedistallo e architrave, comportandosi in maniera più elastica. È per questa ragione che molte antiche costruzioni sono sopravvissute a diversi sismi distruttivi. Oggi, per grandi edifici e opere di ingegneria civile come ponti o viadotti, il medesimo risultato si ottiene con gli isolatori sismici, basati sul principio di “disaccoppiare” il comportamento dinamico della struttura rispetto al terreno. Tale risultato si ottiene inserendo elementi smorzanti con elevata deformabilità orizzontale e analoga rigidezza assiale verticale: “cuscinetti” che dissipano buona parte dell’energia di un sisma.

La carta da parati che imbriglia i muri

Si chiama EQ Dekor ed è una pellicola che minimizza il rischio di sgretolamento dei componenti di pareti e soffitti in caso di sisma. Nata dalla collaborazione tra la milanese Mapei e Inkiostro Bianco, azienda di Sassuolo che produce carta da parati, la pellicola è fatta di un tessuto bidirezionale in fibra di vetro da applicare ai muri con un adesivo ad alta tenuta. Offre stabilità, leggerezza e flessibilità ed è stampata con grafiche decorative in modo da poter essere usata come una normale carta da parati.

La casa più sicura è in legno

Economicità, sostenibilità ambientale, velocità di costruzione, classe energetica A e soprattutto sicurezza antisismica sono i comuni denominatori dei nuovi sistemi costruttivi basati sul legno. Lo dimostrano gli edifici di Domus Green, una società altoatesina specializzata in case prefabbricate. I suoi tecnici hanno realizzato un edificio di quattro piani interamente in legno che detiene il record mondiale di resistenza ai terremoti. La struttura ha infatti resistito a più cicli di scosse artificiali di intensità anche superiore a quelle terrificanti di magnitudo 9,5 che hanno devastato il Cile nel 1960.

Una boa segnala le onde anomale

Nel 2002 un’eruzione del vulcano Stromboli fece franare in mare parte della Sciara del Fuoco generando un’onda di tsunami che si propagò nel Tirreno meridionale facendo danni in tutte le isole Eolie e lungo le coste di Calabria e Sicilia. Oggi a monitorare la stabilità del fianco sommerso del vulcano provvede una boa dell’azienda bergamasca Resinex. Ancorata a 43 metri sul fondale prospiciente Punta dei Corvi, è dotata di strumenti per registrare possibili onde idro-acustiche generate dai fenomeni di smottamento sottomarino. I dati, inviati in tempo reale al Centro operativo avanzato della Protezione Civile dell’isola e da qui ritrasmessi alla Protezione Civile a Roma e al Dipartimento di Scienze della terra di Firenze, sono analizzati da un software che segnala la possibile propagazione di onde anomale consentendo di avvertire la popolazione interessata.

Il banco di scuola salvavita

In Italia una scuola su 3 si trova in una zona ad alto rischio di terremoti e secondo i dati del XVII Rapporto ecosistema scuola di Legambiente, solo il 12 per cento del costruito è stato progettato secondo criteri antisismici. In attesa di provvedere in merito, qualcosa si può comunque fare. Poiché le istruzioni di prima difesa nel caso di un terremoto raccomandano di cercare riparo sotto il tavolo più vicino, l’ingegnere di origine russa Arthur Brutter ha progettato un banco scolastico pesante appena 16 kg, ma capace di diventare un perfetto “bunker” protettivo. Realizzato in legno e acciaio dall’azienda israeliana AD Meraz, è in grado di sopportare carichi di una tonnellata in caduta da alcuni metri di altezza. Una disposizione strategica di file di questi banchi in aula permette inoltre di creare dei “corridoi” di fuga preferenziali al termine dell’evento sismico. I banchi sono proposti in Italia dall’associazione di divulgazione scientifica Vulcano Esplorazioni.

Non ci sono ancora commenti!

Partecipa alla discussione

Non ci sono commenti

Potresti essere il primo ad iniziare una conversazione

-Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato. Anche gli altri dati non saranno condivisi con terze persone.