La disoccupazione giovanile non accenna a calare in Italia

La disoccupazione giovanile non accenna a calare in Italia

La disoccupazione giovanile non accenna a calare in Italia

29 Aprile 2019 0 commenti

All’Italia proprio non piacciono i giovani, e sembra che gli imprenditori e le aziende non credano in loro: nel febbraio 2019 la disoccupazione giovanile è aumentata ancora, segnando di fatto uno dei problemi più gravi del nostro Paese.

Disoccupazione in crescita

La disoccupazione generale in Italia, a febbraio, è tornata a salire anche se lievemente. Il peggioramento lo troviamo in questo febbraio, che segna al 10,7% il tasso di persone senza impiego, con un aumento di 0,1 punti. Sono dati provvisori rilasciati da Istat.

Quindi le persone in cerca di occupazione sono 34mila in più rispetto all’ultimo periodo di analisi, e sono in totale 2 milioni e 771 mila anche se c’è da dire che su base annua la disoccupazione è in calo dell’1,4%, ovvero ci sono 39mila disoccupati in meno.

Ma comunque la situazione non è rosea: se confrontiamo questo 10,7% con il dato pre-crisi, ovvero il 5,8% di Aprile 2007, vediamo come il tasso di non occupazione sia a ancora superiore di praticamente 5 punti percentuali, portandoci al terzo posto in Europa, preceduti solo dalla Spagna e dalla Grecia (questa al primo posto).

Meno dipendenti a contratto, più partite IVA

Quindi, come abbiamo detto, l’Istat ha pubblicato un dato che vede il dato dell’occupazione a febbraio in calo rispetto a Gennaio, mese in cui i registrava un altrettanto piccolo aumento. Andando a vedere più nel profondo i dati Istat vediamo come siano soprattutto i dipendenti a calare – 44mila in meno, di cui 33mila sono permanenti e 11mila a termine.

Aumentano gli indipendenti, o freelance che sono 30mila in più mentre a livello annuo ci sono 113mila occupati in più rispetto allo stesso periodo del 2018. Anche la disoccupazione giovanile è in (leggerissimo) calo, e si attesta al comunque alto 32,8% con 0,1 punti in meno rispetto a Gennaio.

Ma siamo ancora 14 punti oltre il periodo pre-crisi, il 19,4% del febbraio 2007!

Inattività stabile, e in calo per le donne

Per quanto riguarda l’inattività essa è la medesima per il quarto mese consecutivo, per cui anche a febbraio è al 34,3%. Ma qualcosa si è mosso: infatti il numero di inattivi (persone che non hanno lavoro e non lo cercano) è sceso di 14mila persone, soprattutto per merito della diminuzione delle donne (ovvero 20mila in meno).

Questo calo è particolarmente intenso soprattutto per quelle classi d’età tra i 25 e i 24 anni (16mila in meno) e tra gli over50 (29mila in meno). Quindi, cercando di capire febbraio ha visto un lieve calo di occupati, un aumento dei disoccupati e una abbastanza cospicua discesa di persone inattive.

La fascia d’età 35-49 è quella più in crisi

Chi è più in difficoltà è la fascia di mezzo, ovvero coloro che non sono più ragazzi e che però ancora sono molto distanti dalla pensione. Sono infatti le persone comprese trai 35 e i 49 anni ad essere quelle più in difficoltà nel lavoro.

I dati Istat di febbraio non sono molto rosei, visto che in questa fascia gli occupati sono stati 74mila in meno in un mese, con riduzione annua di 216mila anche se in 12 mesi si devono tenere conto anche gli effetti demografici, con una progressiva diminuzione di questa classe in favore degli over 50.

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