Xeros: il bucato del futuro

Xeros: il bucato del futuro

23 aprile 2015 0 commenti

Il bucato si fa più o meno nello stesso modo da cinquant’anni. Ma ora le cose stanno per cambiare grazie a Xeros, un’azienda con sede a Sheffield (Gran Bretagna) che ha sostituito l’acqua della lavatrice con sferette create appositamente. Bill Westwater, AD della Xeros, spiega che l’idea è arrivata dal dipartimento di ingegneria dei tessuti dell’Università di Leeds. Leeds, come molte università inglesi, si occupa molto del settore tessile. Un gruppo di ricerca diretto dal chimico Stephen Burkinshaw cercava un modo per inserire sostanze coloranti in vari materiali. Il chimico ha pensato”Se capissi come fare, potrei invertire il processo di eliminare le macchie di cibo”. L’intuizione di Burkinshaw ha portato allo sviluppo della prima lavatrice a sferette, in cui per affrontare lo sporco e le macchie si utilizzano milioni di palline riutilizzabili di nylon. Anche se non sostituiscono del tutto l’acqua e il detersivo, permettono di usare bel l’80% in meno di acqua rispetto alla più economica delle lavatrici. O per dirla con le parole di Westwater si può dimostrare che le sferette sono superiori all’acqua come sostanza per lavare. Prima di tutto è importante capire come funziona una lavatrice tradizionale. In quelle con il caricamento frontale si ha una pozza d’acqua sul fondo e le palette all’interno del cestello schiaffeggiano i vestiti attraverso la pozza durante la rotazione. Questo contatto fisico è una parte essenziale della procedura per pulire, fin da quando si sfregavano i panni in riva al fiume. Noi spruzziamo sferette nel cestello, aspargendone i vestiti: così si ottiene un miglior contatto in ogni momento. Una volta che le sferette sono in contatto, la loro carica elettrostatica attrae le particelle di sporco. Il terzo motivo di efficacia delle palline è il fatto che il polimero del nylon diventa altamente assorbente in presenza di un’umidità del 100%. Quando il nylon supera la cosiddetta temperatura di transizione vetrosa, la sua struttura molecolare si fa più amorfa e apre nelle sferette degli spazi in cui si può accumulare lo sporco. Un tipico carico di 25 chilogrammi di bucato richiede 50 chilogrammi di sferette: circa 1,5 milioni di palline di 3-5 millimetri. La superficie attiva totale è enorme, anche perchè la forma, le dimensioni e la densità delle sferette sono state studiate accuratamente. Questo sistema ha vari vantaggi collaterali. Dato che permette di lavare a temperature più basse, è possibile mettere insieme tessuti e colori che normalmente si terrebbero separati, e i colori vivaci durano più a lungo. Alcune persone che hanno utilizzato questa lavatrice utilizzano abiti da lavoro a noleggio. Se ci mettono di più a usurarsi, infatti, c’è un ulteriore risparmio. Ma quando arriverà nelle nostre case quest’innovazione? Esiste un prototipo per l’uso domestico in fase avanzata in cui gli studiosi sono riusciti a mantenere un risparmio anche utilizzando un cestello più piccolo. La commercializzazione, tuttavia, partirà dagli Stati Uniti perchè lì, come per tutto il resto, usano macchine più grandi.

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