Abbigliamento: il franchising dell’intimo e della moda

Abbigliamento: il franchising dell’intimo e della moda

Abbigliamento: il franchising dell’intimo e della moda

29 Febbraio 2016 0 commenti

L’abbigliamento comprende tutti gli indumenti (vesti, pellicce, cappelli, calzature, biancheria), gli ornamenti personali, tra cui principalmente i gioielli, e, e, come accessori, quegli oggetti che vengono portati con sé e completano l’abbigliamento, anche se hanno un loro specifico scopo come l’ombrello, le borse, gli zaini e i borselli.

intimissimiStoricamente l’abbigliamento è un aspetto saliente del costume delle popolazioni di tutte le latitudini e di tutte le epoche, fin dalla preistoria, giacché dobbiamo immaginare in stato di nudità soltanto gli uomini vissuti prima della seconda glaciazione della Età della Pietra. Fin da queste remote origini lo scopo dell’abbigliamento, che ne determina necessariamente le caratteristiche, è di natura assai complessa. Sollecitazioni psichiche di ordine diversissimo confluiscono infatti nella spinta originaria all’adozione delle vesti, creando scopi collaterali accanto a quelli abitualmente riconosciuti di abbellire la persona adornandola e di ripararla dalle intemperie. Il racconto biblico attribuisce al pudore la spinta originaria a coprire almeno parzialmente il corpo e fa coincidere l’inizio di questa pratica con la nazione del bene e del male: riconosce dunque nell’abbigliamento una prima espressione della libera attività umana e della sua coscienza. Il pudore è rimasto certamente attivo come motore psichico dell’uso delle vesti, sebbene variamente interpretato. Gli autori che lo escludono tra le causali della tendenza a ricoprirsi, collocandolo invece tra le conseguenze di questo uso, sembrano trascurare il fatto che ancor oggi le popolazioni selvagge nel loro sommario abbigliamento coprono le parti intime anche quando lasciano scoperte altre parti comunque delicate. È del resto evidente l’importanza dell’abbigliamento nella sessualità.

Il franchising di settore: la biancheria intima

Prova ne sia il successo della biancheria intima, anche in relazione alle sue peculiarità deduttive oltre che pratiche. In generale l’abbigliamento e la moda vogliono comunicare chi siamo, cosa vogliamo e lo status sociale raggiunto. In particolare sfoggiamo abiti nuovi quando andiamo a un particolare evento cui parteciperanno molte persone, un evento importante che sia caratterizzato dalla presenza di ospiti eccellenti. Inoltre abbiamo codificato nel tempo l’abbigliamento per determinati mestieri, prediligendo in alcuni casi la rappresentanza, in altri la comodità, in altri ancora la sicurezza. Di sicuro l’abbigliamento è parte integrante dei commerci, lo è sempre stato fin dai tempi della via della seta, che animava i mercati tra Asia ed Europa. In Italia il tessile è un comparto avanzato, di grande qualità, che ha generato l’industria della moda. Per cui non è raro che quando si voglia entrare nel commercio, l’abbigliamento sia tra le prime idee che vengono in mente. Uno dei sistemi per entrare nel mondo del commercio è quello di aprire un negozio di abbigliamento utilizzando il franchising.

Quando si apre una boutique di moda in franchising bisogna farlo rispettando due obiettivi: il primo è che il negozio offra accessori e abbigliamento trendy, di un marchio che abbia in licenza diverse marche da poter vendere; il secondo è che la nicchia sia sufficientemente definita da non disperdere il valore della fidelizzazione. La moda femminile e maschile vive tra due contrasti: la tendenza a vendere tutto negli outlet o in grandi magazzini e quella a vendere solo accessori e capi particolari, in negozi pensati allo scopo. Nel caso del franchising conviene sicuramente puntare sulla nicchia. Un esempio può essere dato dall’intimo o dagli accessori moda dove è più facile crearsi un nome e puntare sulla specificità. Le occasioni non mancano mai.

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