Come funziona un telescopio?

Come funziona un telescopio?

1 Dicembre 2014 0 commenti

Come funziona il telescopio?

La nascita del telescopio

Genericamente il telescopio è uno strumento ottico usato per l’osservazione o fotografia di oggetti lontani. Con tale termine però si intende di solito il cannocchiale di fortissimo ingrandimento e, perciò, di grandi dimensioni, che ha per scopo l’osservazione e la fotografia di corpi celesti ed in particolare quello nel quale l’immagine degli stessi viene ricevuta e riflessa da un sistema di specchi piani, concavi o convessi, cioè il telescopio riflettore o catottrico, che si distingue da quello rifrattore o diottrico costituito da lenti. Il piú antico è quello gregoriano realizzato nel 1661 da James Gregory, comprendente uno specchio concavo principale ed un secondo analogo, più piccolo, sistemato sullo stesso asse del primo e che ritrasmette attraverso un oculare situato al centro dello specchio principale la luce dallo stesso ricevuta. Dieci anni piú tardi Newton sostituì lo specchio secondario concavo con uno specchio piano inclinato di 450, che, posto ad una distanza minore di quella Locale, porta le immagini presso il bordo del cannocchiale, dove si trova l’oculare. Quasi contemporaneamente N. Cassegrain proponeva di sostituire lo specchio secondario concavo con uno convesso. Altri tipi sono quello di Herschel a specchio unico leggermente inclinato e quello in cui i raggi sono riflessi da mercurio sia fermo sia in rotazione.

Dal telescopio di Hale ai mega telescopi moderni

I telescopi piú grandi sono riflettori poiché l’estrema difficoltà di ottenere getti di vetro omogenei per la fabbricazione di lenti di grande formato limita la fabbricazione dei telescopi rifrattori. Inoltre l’apertura di un obiettivo a lenti per rifrattori non supera 1/15 / 1/18 per cui questi ultimi possono essere ben corretti nei confronti delle eventuali aberrazioni, ma sono altresì meno luminosi dei riflettori. Attualmente si costruiscono telescopi di grandissime dimensioni, in grado anche di esaminare la superficie solare (telescopio solare). I piú importanti telescopi attualmente in funzione sono: quello dell’osservatorio di monte Palomar (California), avente uno specchio dall’apertura di cm. 508 e specchi ausiliari con i quali la distanza focale risultante sale a 80 e a 150 m.; quello dell’osservatorio di monte Hamilton (anche esso sistemato in California), avente uno specchio dall’apertura di cm. 305; quello dell’osservatorio astrofisico di Nauchny (nella penisola di Crimea), avente uno specchio dall’apertura di cm. 264; quello dell’osservatorio di monte Wilson (Pasadena, California), avente uno specchio dall’apertura di cm. 254; quello dell’osservatorio del Kitt Peak (Tucson, Arizona), avente uno specchio dall’apertura di cm. 213. In Italia due notevoli telescopi riflettori sono: quello di Merate, con specchio del diametro di 102 cm., e quello di Asiago con specchio d i 120 cm. di diametro. In questi ultimi tempi si sono progettati e costruiti telescopi elettronici costituiti fondamentalmente da un normale telescopio ottico che per mezzo di cellule fotoelettriche trasforma le immagini in flusso di elettroni. Per effetto del moltiplicatore di elettroni ideato dall’astronomo francese Lallemand il fenomeno viene esaltato permettendo la formazione di immagini notevolmente amplificate. Con i telescopi elettronici si sono potute studiare stelle molto deboli diversamente non osservabili. I telescopi vengono installati sotto un’apposita cupola apribile e girevole, nell’osservatorio astronomico. Il tubo di supporto delle parti ottiche deve essere sufficientemente rigido, non eccessivamente pesante e facilmente orientabile verso ogni punto del cielo. Perchè il telescopio rimanga a lungo e automaticamente orientato verso uno stesso punto, è necessario sia animato di moto di rotazione opposto a quello terrestre.

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