Dalle piante esotiche nascono i super cibi

Dalle piante esotiche nascono i super cibi

28 Maggio 2015 0 commenti

Cibi esotici

Attualmente siamo circa 7 miliardi di individui nel mondo con una previsione di crescita ulteriore, il problema di sfamare tutti è cogente ed Expo 2015 è una grande opportunità di scambi culturali e scientifici. Il mondo cerca di ottenere più alimenti sfruttando coltivazioni e allevamenti innovativi, per sfamare tutti, e nel contempo vengono rivalutati e portati alla ribalta molti cibi di origine africana o orientali o di altre parti del globo, che sono di casa in quei Paesi ma che risultano sconosciuti al resto del pianeta. Il fine primo, anche di Expo 2015, è quello di migliorare la salute dei consumatori aumentando il potere salutista di piatti magari non comuni ma certamente ricchi di buoni nutrienti, come ad esempio le insalate di fagiolo mungo, i piatti pseudo-legumi di nerè, il pane di pino di Bunya, i composti di alga spirulina, il tubero taro usato come insalata, i piatti di corcoro, i timballi di amaranto, le zuppe di moringa, le passate di kutjera, fino alle caponate di gboma, ecc. Oggi noi nutrizionisti guardiamo alle piante esotiche come a una fonte eccezionale di nutrienti che fanno diventare il cbo più semplice e anche più salutare, ed è per questo che li possiamo definire come dei super alimenti. Ecco allora un elenco di supercibi esotici che farebbero bene non solo all’ambiente ma anche alla nostra salute.

  1. Néré. Si tratta di uno pseudo-legume e deriva dall’albero Parkia biglobosa che produce frutti e lunghi baccelli contenenti una polpa dolce, che può essere mangiata cruda o trasformata in bevanda. I semi sono ricchi di proteine, carboidrati, vitamine, minerali e da essi si ricava anche un estratto grasso, il dawadawa o soumbala, che è molto usato come condimento in tutta l’Africa Occidentale.
  2. Zucca amara. Originaria dell’India, è popolare anche in Asia. Ha un aspetto grinzoso, gusto amaro e ha possibili proprietà preventive come anticancro, oltre ad aiutare a prevenire il diabete e a disintossicare.
  3. Fagiolo mungo. E’ molto impiegato in Asia e associa poche calorie a tante proteine facilmente digeribili, con un buon tenore di ferro, non eme, utile nelle anemie.
  4. Taro. Bollito, grigliato o fritto nell’olio come una patata, rispetto alla quale contiene però più amido, calcio e ferro, questo tubero delle Isole del Pacifico, grazie alle sue grandi foglie costituisce una buona fonte di pro vitamina A e di vitamina C.
  5. Yacon. Simile al topinambur, è un tubero coltivato sulla Cordigliera delle Ande; la sua radice è composta di acqua e oligofruttani, sostanze zuccherine indigeribili con effetto prebiotico che favoriscono lo sviluppo dei batteri intestinali benefici.
  6. Karkadè. Bevanda ormai nota a quasi tutto il mondo, si estrae dai fiori essiccati di Hibiscus sabdariffa. Con esso si ottiene un infuso di colore rosso rubino, acidulo usato come bevanda tonica e dissetante. Oltre a prevenire l’ipertensione per la sua azione diuretica, è ricco di molti antiossidanti, che rallentano l’invecchiamento precoce delle cellule.
  7. Pino delle bunya. I semi di questa grossa conifera sono un importante alimento per gli aborigeni australiani che li mangiano crudi, arrosititi o bolliti e ne ricavano anche una farina da panificazione che, essendo priva di glutine, è particolarmente adatta ai celiaci.

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