Finanziamenti alle imprese: tipologie

Finanziamenti alle imprese: tipologie

24 Giugno 2015 0 commenti

I finanziamenti alle imprese sono dei contributi che una banca o un ente può erogare per aiutare le realtà imprenditoriali ad emergere e a creare business. Oggi sono tante le forme e le modalità per accedere ai finanziamenti alle imprese. Ottenere un contributo dalla comunità europea, da uno Stato o da una Regione non è semplicissimo ma non è nemmeno impossibile. Ciò che conta è avere un’idea interessante da proporre. Questo è l’unico modo che gli imprenditori avranno per convincere gli istituti finanziari a concedere il finanziamento. Solitamente, le piccole e medie imprese sono quelle che ricevono maggiore sostegno, specie se l’idea imprenditoriale viene proposta da un giovane oppure da una donna.

Nell’ambito dei finanziamenti alle imprese spesso si sente parlare di autoimpiego. L’autoimpiego è regolato in Italia da una legge ben precisa, ovvero il decreto legislativo 185 del 2000, e consiste in uno strumento di sostegno a coloro i quali siano intenzionati a mettere in piedi una piccola attività imprenditoriale. Uno strumento di sostegno che viene incontro soprattutto a chi è disoccupato o a chi per la prima volta si prepara ad entrare nel mondo del lavoro. La società che si occupa della gestione di quanto previsto dalla legge sull’autoimpiego è Invitalia, ovvero l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.a.

Secondo la legge sono tre le iniziative che possono ricevere finanziamenti e assistenza tecnica:

  • lavoro autonomo
  • microimpresa
  • franchising

Il lavoro autonomo

Il lavoro autonomo altro non è che una ditta individuale, cioè una ditta il cui responsabile è un solo soggetto. Per il lavoro autonomo gli investimenti previsti complessivi non possono superare i 25.823 euro. In questo caso il soggetto riceverà un contributo a fondo perduto pari al 50% delle agevolazioni complessive concesse e dei finanziamenti alle imprese a tasso agevolato relativo alla copertura del 100% delle spese ammissibili. Il soggetto beneficiario del finanziamento si impegnerà a restituirlo in cinque anni, con rate solitamente a scadenza trimestrale.

La microimpresa parte, invece, dal presupposto che facciano parte dell’azienda e ne siano soci diverse persone. Ciò che è importante è che metà delle persone facenti parte del consiglio d’amministrazione della società siano disoccupate. La microimpresa riguarda soprattutto aziende che sono nate per produrre beni ed offrire servizi al pubblico. Questo significa che i titolari della società dovranno gestire personalmente l’attività. Un esempio di attività che rientra nell’ambito della microimpresa può essere il bar, oppure un ristorante, un asilo privato, ecc. Anche in questo caso le agevolazioni riguardano il contributo a fondo perduto e il finanziamento a tasso agevolato. L’unica differenza, rispetto al finanziamento alle imprese con la formula del lavoro autonoma, è che in tal caso la somma ottenuta andrà restituita entro sette anni. Inoltre, l’investimento complessivo non può superare i 129.114 euro.

Il franchising

Le agevolazioni relative al franchising riguardano tutte quelle persone interessate a mettere su un’impresa sfruttando il marchio di un’azienda del settore di riferimento già noto e forte. Possono accedere a questa tipologia di finanziamenti alle imprese sia le persone fisiche che le società da poco costituitesi, dunque rientrano in tale ambito sia il lavoro autonomo che la microimpresa. Tra le agevolazioni abbiamo un contributo a fondo perduto oltre ad un mutuo a tasso agevolato da restituire in sette anni.

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