L’arcano degli angeli neri

L’arcano degli angeli neri

L’arcano degli angeli neri

4 Aprile 2016 0 commenti

il mistero dell'angelo nero nella chiesa di Oristano San Giovanni dei FioriChi li ha dipinti? Chi ha cercato di nasconderli per sempre? E perchè sono stati realizzati in una piccola e sperduta chiesetta di campagna?

Una scoperta eccezionale, fatta a San Giovanni dei Fiori, in una piccola chiesa campestre poco fuori dalle mura di Oristano, in Sardegna. Due rarissimi angeli neri dipinti sull’altare la cui struttura originale potrebbe risalire al 1300. L’autore del ritrovamento è Alberto Severino, il curatore del restauro.

Un’insulita icunografia

Gli angeli neri sono due. Uno si trova a sinistra dell’altare e regge in mano un vassoio con sopra la testa di san Giovanni martire. Quello di destra, impugna una spada: il simbolo del martirio. Ma non sono stati sempre così. Gli angeli sono cambiati nel corso del tempo: c’è chi ha provato a nasconderli, a mutarli e a farli tornare com’erano… Dei due affreschi quello a sinistra è stato più modificato. Le gambe sono ancora nere, così com’è una parte di un braccio. Ma il volto è stato ridipinto di bianco.

E non è più un affresco: è stato rifatto a tempera. L’affresco, infatti, era una tecnica di pittura molto utilizzata in Italia fino al ‘500, ma che non ebbe però molta fortuna qui in Sardegna. Da queste parti si preferiva la tempera. L’angelo a destra, invece, è completamente originale: possiede braccia, gambe e volto neri. A far riflettere maggiormente è un particolare: anche un’ala è nera, come lo è una parte della colonna vicina. Ma perché? Nell’iconografia cristiana gli angeli con la pelle nera sono estremamente rari. Lo stesso Lucifero, rappresentato quando cadde dal Paradiso, è bianco. E c’è un altro fatto insolito: l’angelo nero, quello di destra, come abbiamo detto, regge in mano una spada. Un dettaglio con cui solitamente si raffigura l’arcangelo Michele che sconfigge proprio Lucifero. Nelle chiese d’Oriente di rito ortodosso si possono trovare angeli bruni, anche molto scuri, ma non sono mai neri…

Qualcuno voleva cancellarli…

La domanda non è tanto chi li , ha dipinti, quanto chi ha provato a cancellarli. L’affresco alla sinistra dell’altare ha il volto chiaro, realizzato con uno strato aggiunto con la tempera solo successivamente. Lo dimostra il fatto che nella parte inferiore ci sono zone del corpo dell’angelo ancora nere. E c’è chi poi, in maniera più grossolana, non ha provato a modificarle, ma addirittura a cancellarle! Sono stati rimossi, recentemente, sei strati di intonaco che avevano completamente cambiato la visione dell’altare. Su questi strati erano stati dipinti altri soggetti: i genitori di Giovanni Battista, padre e madre.

Studi sul colore

Recentemente, l’università di Cagliari ha prelevato un campione di colore per vedere se gli angeli siano nati neri o se lo sono diventati con il tempo. E i risultati sono stati sorprendenti: il colore originariamente non era quello che oggi osserviamo. Ecco cosa è scritto sulla relazione: “Gli incarnati probabilmente color bruno sono di difficile comprensione, sembrerebbero di color bruno ritoccato con biacca, forse per dar lumeggiature, che successivamente ha virato nel nero dando un effetto compatto nerastro.

Infatti tale pigmento a causa della forte umidità della muratura, ha subito una reazione di ossidazione che trasforma la biacca in Platnerite (Pb02) che è di colore nero”. In altre parole, un effetto luminoso dato in passato si è trasformato nel tempo e con l’azione dell’umidità in un nero che ha di fatto cambiato apparentemente la carnagione degli angeli. Questa relazione è firmata dal restauratore Alberto Severino. C’è ancora molto lavoro da fare per capire esattamente cosa si nasconde dietro questo semplice affresco in una chiesa rupestre

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